Ecco come nasce il nome di un vino

C’è una collina nella zona di Gavi, una delle tante in questa zona del Piemonte dove si producono degli splendidi vini, dal Gavi al Cortese, al Barbera.

C’è una stradina antichissima ai piedi di questa collina, un vecchio confine per dividere 2 terreni come stabilivano pacificamente una volta i contadini, senza muri o palizzate, semplicemente una strada. Che si chiama Rioserra.
E c’è un uomo innamorato di questi terreni che è andato a cercare nelle polverose mappe comunali il nome di questa zona. Ma ha fatto di più.
Perchè dovete sapere che sulla collina c’è della vigna coltivata con metodo biologico, dell’uva Barbera piantata a 280 metri ed esposta a sud-sud ovest. E allora l’uomo innamorato ci ha provato a fare del vino con questi filari, seguendolo passo per passo, dalla selezione manuale nelle cassette, alla vinificazione, all’affinamento nelle barrique di rovere per 8 mesi ed infine in bottiglia per minimo altri 5 mesi.
Mi scriveva su skype e l’emozione per la sua creatura traspariva anche da quelle poche righe.
Finchè un giorno ci incontriamo ed orgogliosissimo mi presenta il suo “Rioserra” Barbera biologico dicendomi solo di berlo e di dargli subito un parere.
Qualche sera dopo, con carne alla piastra e formaggio di pecora stagionato, ho deciso che era venuto il suo momento.
Dopo la consueta ossigenazione di una mezz’ora, il Rioserra si presenta nel bicchiere con un bel colore rosso rubino con riflessi granati.
Nel tempo il profumo si è evoluto molto bene, passando dallo speziato alla frutta matura.
In bocca è veramente “strong”, asciutto e lunghissimo, inconfondibile.
Alla fine sono riuscito a cogliere anche un accenno di vaniglia.
Un vino veramente ottimo che fa 13,5°. Vi lascio immaginare quale sia stato il mio feedback con Marc (l’uomo innamorato…). Da provare assolutamente.

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